l'archivio : progetto UNIONE SARDA
 
cronologia dei direttori

NASCITA DEL GIORNALE

La stampa cagliaritana era dominata da un quotidiano battagliero, spregiudicato, ipercritico dal titolo “L’Avvenire di Sardegna”, dal sottotitolo “Giornale politico internazionale “ e da un secondo sottotitolo

“Organo della colonia italiana in Tunisia”, fondato e diretto nel 1871 da Giovanni De Francesco.
Il giornale assunse una sua propria caratteristica che lo differenziava dai quotidiani isolani dell’epoca e, progressivamente, riuscì a conquistare un dominio arbitrale nella vita politica e amministrativa specialmente nella città di Cagliari.

Antonio Scano, nel rievocare “L’Avvenire di Sardegna”, affrontava la lotta con slancio di temperamento e non si preoccupava se, con aspre polemiche, “ammaccava le costole anche ai galantuomini”.

I commenti per i fatti e le notizie del giorno, che apparivano nelle colonne del giornale, erano pieni di viva originalità: egli sapeva, con forma scattante e a sprazzi violenta, rendere incandescente anche la materia meno infiammabile.

“L’Avvenire di Sardegna”, durante il suo dominio nella stampa locale, affronto’ e sbaraglio’ tutti i tentativi di concorrenza mossigli da altri quotidiani del tempo, quali il “Corriere di Sardegna”, la “Bandiera Sarda” e  “Cagliari”, soccombenti all’infelice prova, e ben poca considerazione e stima, non senza una punta di derisione, all’apparire di un nuovo concorrente ed avversario: “L’unione Sarda”.

“L’Unione Sarda” appare per la prima volta intorno al 1875 per designare una vasta associazione nata a difesa e a sostegno degli interessi dell’Isola.

La circostanza favorevole e determinante fu offerta dal ministero Minghetti che non aderì alla costruzione delle ferrovie sarde, così come in precedenza era stato programmato e predisposto.

Tutta la Sardegna si ribellò al rifiuto e alla beffa, insorse contro il sopruso e ottenne il riconoscimento dei suoi diritti: le ferrovie furono costruite.

Il periodico fu battezzato con quel nome a ricordo dell’intesa raggiunta, in riconoscimento dell’esito conseguito e con il desiderio dello ristabilirsi di quell’unità fra i Sardi che è la fonte basilare del loro benessere.
 


 

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