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I CONTENUTI
LA CARTA D'IDENTITA' DELL'ISTITUTO
PRINCIPI ISPIRATORI DEL POF
- Flessibilità
- Integrazione
- Strategia unitaria
- Innovazione
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OBIETTIVI GLI OBIETTIVI E LE FINALITA'
- Valorizzazione della professionalità dei Docenti
- Successo formativo degli Studenti
- Potenziamento delle discipline d'indirizzo
- Formazione degli Studenti
- I Saperi come orientamento di base
- Valutazione del servizio scolastico
- Ampliamento dell'offerta formativa
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INFORMAZIONI GENERALI
- Primo trimestre dal 14/09/2007 al 10/12/2007
- Secondo trimestre dal 11/12/2007 al 10/03/2008
- Terzo trimestre dal 11/03/2008 al 09/06/2008
- Inizio delle lezioni: 14 Settembre 2008
- Termine delle lezioni: 10 Giugno 2009
- Orario delle lezioni: antimeridiano dalle ore 8.20, alle ore 13.50 dal Lunedì al Sabato
- Esami di Stato: Prima prova scritta 18 Giugno 2008
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I CONTENUTI
Il "Pietro Martini" si pone nel ciclo secondario del sistema educativo ad indirizzo tecnico commerciale. Tre gli indirizzi offerti: IGEA (Indirizzo giuridico economico aziendale) al termine del quale si consegue, il diploma di “ Ragioniere e perito commerciale “, PROGRAMMATORI, al termine del quale si consegue il diploma di “ Ragioniere, perito commerciale e programmatore”., ITER (Tecnico turistico), al termine del quale si consegue il Diploma di Tecnico per il Turismo.
Il Diploma conseguito è "spendibile" nel Mondo del lavoro o nella prosecuzione di studi a livello professionale o universitario.
L'Istituzione scolastica è autonoma nella gestione delle risorse finanziarie, nell'attività Didattica, di ricerca e sviluppo secondo quanto previsto dallo:
"Schema di regolamento in materia d'autonomia delle istituzioni scolastiche"
(emanazione P.R. su deliberazione del Consiglio dei Ministri 25/02/99 in attuazione
Legge 59/97).
Il Martini fa sue le raccomandazioni dell'OCSE in merito alla politica scolastica
- Assunzione dell'autonomia per migliorare l'insegnamento
- Politica di formazione in servizio funzionale agli obiettivi delle riforme
- Previsione dell'alternanza istruzione e lavoro, con la creazione di un sistema formale d'apprendistato.
L'Istituto si attiene ai principi fondamentali e ai diritti garantiti dalla Costituzione con particolare riferimento agli articoli 3 - 33 - 34.
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CENNI STORICI dell'ITCS "Pietro Martini"
Con Decreto del 30.10.1862 fu istituito il "Regio Istituto Tecnico Governativo", inaugurato il 09.12.1862, con inizio delle lezioni il 05.01.1863; sei gli alunni frequentanti di cui due regolari e quattro uditori.
Il Municipio gli destinò quale sede, inizialmente l'ex Convento di Santa Teresa d'Avila, in Piazza Dettori, successivamente la sede dell'ospedale di Sant'Antonio e solo agli inizi degli anni trenta l'Amministrazione Provinciale assegnò l'attuale edificio, sede degli allievi dei Regi Carabinieri, sottoposto a vincolo da parte del Ministero dei Beni Artistici e Culturali.
Con Regio Decreto del 31.08.1933 l'Istituto assunse il nome di "Pietro Martini", storico sardo vissuto dal 1800 al 1866, autore della "Biografia Sarda".
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LA LOCALIZZAZIONE
L'Istituto è ubicato nella zona centrale di Cagliari, in un edificio completamente ristrutturato dall' Amministrazione Provinciale, con ingresso principale nella Via Sant'Eusebio al n. 10, traversa di Via G. Deledda, a pochi metri dalla Via Dante e da Piazza Repubblica.
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I NOSTRI STUDENTI
Gli studenti regolarmente iscritti sono 696
N.8 classi Prime (di cui tre ITER) per un totale di 218 alunni
N.5 classi Seconde (di cui 2 ITER) per un totale di 129 alunni
N.5 classi Terze ( di cui 1 Igea, 2 Programmatori, 2 ITER) per un totale di 126 alunni
N.6 classi Quarte (di cui 1 Igea, 3 Programmatori, 2 Iter, ) per un totale di 114 alunni
N.5 classi Quinte (di cui 1 Igea e 3 Programmatori, 1 Iter) per un totale di 109 alunni.
torna su Criteri per la formazione delle classi
La formazione delle classi mira alla costituzione di gruppi omogenei d'alunni, il più possibile integrati sotto il profilo socio - affettivo, educativo e didattico. L’obiettivo di tale integrazione è la piena valorizzazione delle capacità e competenze dei singoli.
Determinati ai sensi della normativa vigente, il numero d'alunni per classe, si procederà all’assegnazione degli stessi alle singole classi sulla base delle differenti fasce di merito scolastico, relative ai giudizi conseguiti negli esami della scuola media per le classi prime, e dei risultati del biennio per le terze classi.
Si terrà conto, inoltre, delle richieste formulate dalle famiglie all’atto dell’iscrizione, compatibilmente con le possibilità dell’Istituto.
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LE RISORSE UMANE
Dirigente Scolastico Prof. Sandro Usai
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi Sig. Paolo Portas
Docenti in servizio: 77
Personale ATA: 22 (di cui 1 Direttore amministrativo, 10 collaboratori scolastici, 7 Assistenti amministrativi titolari più un partime; 4 Assistenti tecnici).
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LE DOTAZIONI
L'Istituto dispone di:
- N. 40 Aule didattiche ampie e spaziose dislocate al piano terra, primo piano, secondo piano e distinte in: Ala Centrale, Ala Sud, Ala Nord
- N. 14 Aule speciali e/o laboratori, dotate di PC,: due laboratori per le lingue straniere,un laboratorio CED, un'aula per il Server di rete, un'aula di Matematica, un'aula IGEA, un'aula per Trattamento Testi e dati, un aula di Geografia, un'aula laboratorio d'Economia Aziendale, un'aula laboratorio per la creazione di pacchetti multimediali, un'aula laboratorio per Scienza della Materia, un'aula laboratorio per Scienza della Natura, un'aula "Progetto Marte", una sala Professori, un’ Aula Magna, una palestra all'aperto e una palestra coperta, 3 locali adibiti alla Biblioteca.
La biblioteca dell'Istituto è organizzata e diretta da Docenti nominati in commissione.
Le risorse sono costituite da circa 20.000 volumi, di cui oltre il 70 % catalogati per via informatica. Vi sono moltissime opere hanno superato il secolo di vita, fra queste "Gli annali d'Italia" del Muratori che hanno 220 anni d'età, perfettamente integre.
Particolarmente ricca è la dotazione nelle seguenti discipline:
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Letteratura (italiana, sarda e straniera)
- Storia generale
- Lingua e Storia sarda
- Discipline giuridiche ed economiche
- Scienze matematiche e naturali
- Fisica e geografia
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ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE
Il Docente svolge l'attività d'insegnamento, in non meno di cinque giorni lavorativi, nelle classi assegnate dal Dirigente Scolastico, secondo l'orario predisposto annualmente dall'Ufficio di Presidenza, e affisso in bacheca nei vari piani.
Oltre all'orario di cattedra i Docenti svolgono una pluralità d'attività connesse alla programmazione didattica (partecipazione a: Collegio dei Docenti, Consigli di Classe, Dipartimenti disciplinari) e alla sua funzionalità (preparazione e verifica delle prove, piano di lavoro), autoformazione e aggiornamento
Il Dirigente Scolastico, responsabile della gestione dell’Istituto, è affiancato da due collaboratori (a.s. 2007/2008, Prof. Enrico Greggio, con funzioni vicarie, Prof. ssa Paola Marsili).
La gestione e l’elaborazione delle attività didattiche spetta al Collegio dei Docenti e ai Consigli di Classe, che affidano l’organizzazione del lavoro scolastico ad una struttura, articolata attualmente, in dodici dipartimenti: Lettere, Matematica, Discipline economico giuridiche, Discipline economiche aziendali, Lingue straniere, Informatica e Laboratorio, Scienze, Geografia, Trattamento dati e testi, Educazione Fisica, Religione, Arte e territorio.
Gradualmente tale organizzazione sarà superata con l'individuazione di due Macro aree "Letteraria - Linguistico" (Lettere, Lingue Straniere, Arte e territorio, Educazione Fisica e Religione) e "Tecnico - Scientifico" (Matematica, Discipline economico giuridico, Discipline economiche aziendali, Informatica e Laboratorio, Scienze, Geografia, Trattamento dati e testi) con l'obiettivo di attuare: la pluridisciplinarietà, l'articolazione modulare dei contenuti e dei curricoli, l'attuazione dell'area di Progetto nel triennio. A queste condizioni l'Istituto sarà in grado di certificare, univocamente, le Conoscenze, le Competenze e le Capacità di tutti i suoi Studenti.
I Dipartimenti provvedono alla stesura dei programmi disciplinari, nonché, alla definizione delle finalità, degli obiettivi e dei contenuti minimi.
Ai Dipartimenti spetta inoltre, il compito di fare proposte d’acquisto al Consiglio d'Istituto.
I Dipartimenti propongono il nominativo del Docente cui affidare la direzione del Laboratorio o Aula speciale.
Il Dipartimento è coordinato da un Docente, il quale ha la responsabilità del coordinamento di tutte le attività dipartimentali programmate.
Per quanto riguarda i progetti, che coinvolgono la comunità scolastica, approvati dal Collegio dei Docenti e come tali inseriti nel Pof, il Collegio propone la formazione di Commissioni o Gruppi di lavoro, con il compito precipuo ed esclusivo di elaborare proposte operative per la realizzazione dei progetti medesimi.
E' stato costituito il Comitato per la Valutazione del servizio degli Insegnanti (composto dal Dirigente Scolastico, presidente, e da quattro Docenti membri effettivi e due Docenti supplenti).
L’assegnazione dei docenti alle classi, fatto salvo il rispetto della libertà dell’insegnamento e delle vigenti disposizioni, s'ispira, fondamentalmente, ai criteri della continuità didattica e dell'anzianità di servizio.
Al Dirigente Scolastico compete l'onere di valutare situazioni d'incompatibilità, in seno ai singoli Consigli di Classe, per apportare eventuali modifiche alla continuità didattica del docente.
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ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE NON DOCENTE
L’organizzazione del Personale ATA spetta al Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, responsabile dei servizi generali e amministrativo-contabili, che svolge funzioni di coordinamento, sviluppo attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati e agli indirizzi impartiti al personale posto alle sue dipendenze.
Il Direttore è coadiuvato dagli Assistenti Amministrativi, che hanno autonomia operativa, con margini valutativi, nella predisposizione, istruzione e redazione degli atti amministrativi contabili dell’Istituto, nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. Hanno competenza diretta nella tenuta dell’archivio e del protocollo. Hanno rapporti con l’utenza ed assolvono i servizi interni connessi con il loro lavoro.
Gli Assistenti Tecnici svolgono attività di supporto tecnico all'attività didattica dei docenti e alle connesse relazioni con gli studenti.
Hanno autonomia e responsabilità nello svolgimento del loro lavoro con margini valutativi, nell’ambito delle direttive e delle istruzioni ricevute. Sono addetti alla conduzione tecnica dei laboratori garantendone l’efficienza e il funzionamento in relazione al progetto annuale d'utilizzazione didattica. In questi ambiti provvedono:
alla preparazione del materiale e degli strumenti per le esperienze didattiche e per le esercitazioni pratiche nei laboratori e al riordino e alla conservazione del materiale e delle attrezzature tecniche.
I Collaboratori Scolastici sono addetti ai servizi generali della scuola con compiti d'accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni e del pubblico; di pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi; di vigilanza sugli alunni, di custodia e sorveglianza sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti.
SCHEMA GENERALE DEI PROGETTI D'ISTITUTO
Tutti i progetti, coerenti con gli obiettivi e le finalità del Piano dell'Offerta Formativa, sono formulati seguendo le seguenti indicazioni:
Azione
- Individuazione del Problema (analisi dei bisogni)
- Descrizione del Progetto (Obiettivi, contenuti, modalità di certificazione di eventuali competenze)
Fasi e modalità di realizzazione
- Destinatari
- Tempi - Luoghi
- Risorse Umane da impegare
- Rapporti con il territorio
Risorse finanziarie necessarie
- Preventivo delle spese con specifica dei costi per:
- Progettazione
- Attività aggiuntive d'Insegnamento (Docenti Interni/Esterni/Esperti)
- Attività aggiuntive Non d'Insegnamento (Docenti Interni/Esterni/Esperti - Personale ATA)
- Funzionamento (trasporti o altri servizi)
- Acquisto materiale di consumo e/o beni
- Convenzioni e/o accordi di rete
- Formazione per personale Docente e ATA
Individuazione degli indicatori di successo
Individuazione delle fonti di finanziamento
Monitoraggio
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PRINCIPI ISPIRATORI DEL POF
- Ai Docenti
- Al Personale non Docente
- Agli Studenti
- Alle Famiglie
- Al Territorio e alla Pubblica Amministrazione
si basa sulle seguenti categorie concettuali
A)
Flessibilità in termini d'ordinamento e della struttura
scolastica, dei modelli organizzativi della didattica e del tempo
formativo, degli spazi. Tale riferimento richiederà: un'attenta
pianificazione dell'attività didattica, la valorizzazione delle
risorse umane, la pianificazione ed organizzazione degli spazi
disponibili, il rispetto della qualità dell'istruzione
Per attuare la flessibilità dell'attività scolastica occorreranno:
- Compensazioni tra le Discipline (nei limiti previsti dalle
indicazioni generali del MPI)
- Possibilità di scelta offerte agli Studenti e alle Famiglie
- Discipline e attività aggiuntive
- Ricerca e Sperimentazione
- Norme e Criteri di Valutazione degli Alunni
- Norme e Criteri per il riconoscimento dei Crediti scolastici e
formativi
Azioni
- Accoglienza
- Continuità
- Orientamento in ingresso, in itinere ed in uscita
- Riorientamento
- Sostegno e Recupero
- Sviluppo delle eccellenze
Tempi
- Adattamenti del calendario scolastico
- Articolazione dell'orario complessivo annuale di ciascuna
disciplina e attività
- Raccordo tra i tempi d'insegnamento e i ritmi d'apprendimento degli
Alunni
Luoghi
- Aule didattiche, speciali e Laboratori
- Palestre
- Luoghi esterni all'Istituto
Gruppi
- Formazione delle Classi tradizionali
- Formazione di Gruppi di Classi flessibili
B)
L'Integrazione, con altre
Istituzioni Scolastiche, con l'Università, con gli Enti Locali, con il
Mondo del Lavoro e con il Territorio e la Pubblica Amministrazione.
Nella Scuola dell'autonomia la comunicazione, interna ed esterna,
acquista un ruolo importante, anche grazie al collegamento in rete e
l'accesso ad Internet, ai fini della diffusione delle informazioni, la
cui catalogazione ed archiviazione, al pari delle fonti d'accesso,
vanno gestite, utilizzate e finalizzate per uno scambio reciproco di
conoscenze, competenze e capacità.
Nella realizzazione del Piano dell'Offerta Formativa, in aggiunta ai
contributi interni (personale docente e non docente, alunni, genitori)
ci si avvarrà dell'apporto e della collaborazione di soggetti esterni
per porre in essere
C)
La strategia unitariache veda impegnati il personale
dell'Istituto, le famiglie, gli studenti, le forze sociali e culturali
presenti nel territorio, in un'azione comune per raggiungere obiettivi
di formazione condivisi.
D. L'innovazione, sul piano didattico e metodologico che prevede anche
l'insegnamento e il ricorso alle nuove tecnologie per ridurre,fra
l'altro e in prospettiva, le lezioni frontali del monte ore della
classe a vantaggio d'altre forme d'insegnamento e di formazione.
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OBIETTIVI E FINALITA’
METODOLOGIE OPERATIVE
La trasmissione delle conoscenze, consolidate e incorporate nelle discipline scolastiche, è una condizione necessaria ma non sufficiente per una preparazione/formazione adeguata sia ai fini dello svolgimento di una professione, sia per orientarsi in una società sempre più complessa.
Occorre andare oltre: verso l’interdisciplinarietà e la pluridisciplinarietà, superando i recinti delle discipline in direzione trasversale, per unificare il sapere, per conoscerne e valutarne in modo critico i rapporti, i nessi, le interelazioni.
Occorre dunque superare il modello della semplice trasmissione di contenuti e saperi, o comunque, affiancargli: l’acquisizione di metodi,la sollecitazione dell’intelligenza critica e della ricerca, la coniugazione più stretta fra il momento cognitivo e intellettuale e il momento applicativo. Soprattutto in una società, come quella attuale, traboccante d'informazioni e di diluvi di notizie e di dati, compito della nostra Scuola sarà quello di selezionare le conoscenze, utilizzando approcci sistemici e chiavi di lettura per la loro interpretazione e decodificazione. Solo in questo modo i dati e le conoscenze degli studenti, che altrimenti rischierebbero di evaporare, possono essere trattenute, interiorizzate, collocate perché possano diventare generative.
Di qui l’esigenza che i contenuti e i saperi, incorporati nelle discipline,che tradizionalmente la Scuola "trasmette" agli studenti, siano selezionati:
- In favore del rafforzamento delle conoscenze e competenze nelle materie d'indirizzo
- In favore di un maggior approfondimento dei nuclei fondanti delle diverse discipline e degli strumenti per sviluppare ulteriormente l’esplorazione e la conoscenza;
- Per dedicare più tempo ai linguaggi specifici delle singole discipline o delle Aree;
- Per dedicare più tempo all’interdisciplinarietà,alla trasversalità, alla metaconoscenza,utilizzando e privilegiando l’insegnamento modulare.
In questa direzione "i programmi", piuttosto che individuare contenuti dovranno prevedere "obiettivi d'apprendimento e di formazione"; obiettivo centrale e generale dovrà essere: "educare a sapere, a saper fare, a saper decidere".
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- SOSTEGNO AL LAVORO DEI DOCENTI
Profilo Professionale
Il Docente è un Professionista, che opera nell'Istituto, la cui soggettività, autonomia culturale e progettuale, si deve coniugare con l'etica di un Progetto condiviso.
Il Docente è un Professionista Colto perché gli compete un rapporto forte e continuo con i Saperi Disciplinari, con la loro evoluzione, con la traduzione in Discipline scolastiche.
è un Tecnico perché deve padroneggiare le tecniche della trasmissione culturale, della comunicazione, della relazione educativa; competenze che vanno dalla gestione del clima della Classe all'uso di materiali didattici, al sostegno attivo dell'apprendimento degli Allievi.
è un Creativo perché è invitato a combinare in maniera originale ed espressiva le diverse variabili della situazione educativa. L'Insegnante non è un istruttore. Una buona comunicazione con l'allievo è una risorsa decisiva: un bravo Insegnante è in grado d'imparare dagli allievi, di "adattare" alle loro caratteristiche le proprie strategie comunicative.
E' un Professionista Riflessivo perché ha l'obbligo di scrutare sotto la "scorza" del curricolo esplicito, per capire come la "situazione" interagisce sulla formazione dei ragazzi.
Sono individuati i seguenti ambiti della professionalità del Docente
- Il sapere esperto ed il sapere insegnato
- Lo studente
- La relazione e la comunicazione
- La valutazione
- I colleghi
- I genitori
- Le risorse esterne all'Istituto
Sicuramente si tratta di un profilo impegnativo della Professionalità che richiama specifiche conoscenze, competenze, attitudini e che richiede scelte coerenti da parte del Collegio dei Docenti ed un adeguato piano d'Aggiornamento/Formazione in servizio.
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- Dalla Formazione all'Aggiornamento
Nell'ambito di processi di riforma e d'innovazione nella Scuola, la formazione costituisce la leva strategica per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un'efficace politica di sviluppo delle risorse umane attraverso qualificate iniziative di prima formazione e d'aggiornamento in servizio, di mobilità, riqualificazione e riconversione professionale.
La formazione in servizio "centrata sull'Istituto" deve essere finalizzata alla soluzione di specifici problemi di carattere didattico, metodologico, organizzativo e relazionale, tipici di uno specifico contesto operativo.
La formazione s'inserisce, quindi, nelle strategie d'autoanalisi, di sviluppo, di miglioramento, indispensabili all'autonomia scolastica.
Sulla qualità delle iniziative di formazione occorre essere più rigorosi.
Vanno qualificati i momenti relativi a:
- Progettazione (duplice lettura di bisogni dei Docenti e dell'Istituto).
- Staff di Conduzione (che affianca la figura del Direttore del Corso e si fa carico della gestione "interattiva" dell'attività).
- Metodologie Formative (comprimendo le lezioni frontali del 50% del monte ore del corso a vantaggio d'analisi di caso, simulazioni, ricerca/azione, documentazione e produzione).
- Verifica (superando la logica del "gradimento dell'utente", valutazione dei cambiamenti ed ai miglioramenti apportati al lavoro in Classe)
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LA PROGETTAZIONE CURRICOLARE
L'organizzazione dell'attività didattica deve tendere a migliorare i profili cognitivi, in termini di competenze certificabili attraverso una ridefinizione dei contenuti disciplinari e la costruzione di "curricoli" strutturati per moduli mono e pluridisciplinari, tutto ciò per superare la "logica della progettazione per ambiti separati dell'organizzazione scolastica" (D.M. n. 111/99)
- L’organizzazione modulare del curricolo
Per ottimizzare i tempi e raggiungere gli obiettivi prefissati dalle nuove indicazioni ministeriali bisognerà, gradatamente, rinunciare all’organizzazione sequenziale e predeterminata del curricolo tradizionale e preferire un’organizzazione modulare che consenta di fare a meno di programmi consolidati, legati a categorizzazioni disciplinari e a prassi radicate e, al contempo, valorizzi le capacità che l’allievo ha già acquisito a scuola o altrove.
Il passaggio, da un modulo ad un altro, può avvenire avvalendosi di un sistema di crediti formativi che presuppongono una precisa descrizione delle competenze acquisite nei singoli moduli.
I moduli sono dispositivi d'apprendimento e di certificazione che permettono la realizzazione di «percorsi brevi, componibili fra loro, scomponibili, al loro interno, non privi di propedeuticità dall’uno all’altro, e quindi di “catenacci», ma ciascuno dotato di una relativa autonomia, di un proprio significato, di una propria certificabilità e spendibilità: … [essi rendono] gestibile la crescente espansione dei saperi, con un alleggerimento dei contenuti disciplinari, un raggruppamento di discipline affini, la rinuncia a pretendere che in ogni percorso formativo sia incluso “di tutto un po’».
Un modulo d'apprendimento costituisce «una parte significativa, molto omogenea ed unitaria di un più esteso percorso formativo, disciplinare o pluri, multi, interdisciplinare programmato, una parte del tutto, ma in grado di assolvere ben specifiche funzioni e di far perseguire ben precisi obiettivi cognitivi verificabili, documentabili e capitalizzabili.».
- Il problema della Certificazione (Obbligo Scolastico e Formativo)
L’individuazione degli standard minimi (da cui dipende il passaggio o meno al modulo successivo) rimane uno dei problemi più significativi per i docenti e i discenti coinvolti nell'organizzazione modulare. L’importante è stabilire per ogni obiettivo i descrittori e il livello minimo irrinunciabile.
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- La programmazione modulare
Il metodo di programmazione modulare ha come obiettivo la riduzione della complessità dei problemi da risolvere. L’idea che sta alla base della programmazione modulare è quella di ridurre la complessità di un problema suddividendolo in sottoproblemi. La programmazione modulare parte dal presupposto che, suddividendo correttamente un programma in moduli, anche considerando la complessità delle interrelazioni fra i moduli, la complessità risulta ridotta.
La programmazione curricolare è espressione collegiale (Dipartimenti e/o Aree Disciplinari, Consigli di Classe) e individuale (Docente).
Ogni Dipartimento Disciplinare o Area Pluridisciplinare ha il compito di:
- Elaborare le programmazioni annuali
- Stabilire gli obiettivi generali d'apprendimento e gli obiettivi minimi che ogni alunno deve raggiungere per avere la sufficienza
- Stabilire i contenuti e individuare i percorsi
- Stabilire le prove di verifica, criteri di valutazione, interventi didattici e educativi integrativi, recupero dei debiti formativi
- Fare proposte per l'aggiornamento, per attività extracurricolari in coerenza con il POF
a) Il Consiglio di Classe
- Elabora la programmazione e la attua scrupolosamente
- Attua metodologie, criteri di valutazione coerenti tra loro
- Assume, nei confronti della classe, una deontologia professionale uniforme
- Programma le verifiche con modalità e strumenti coerenti alle attività svolte
- Concorda i criteri di verifica e di valutazione formativa e sommativa
- Rende noti i risultati conseguiti direttamente agli studenti e alle famiglie, al fine di stimolare efficacemente il loro senso di responsabilità e di fiducia verso se stessi e verso l'insegnante.
b) Il Coordinatore
- Favorisce, in un clima d'attiva collaborazione, l'attuazione della progettazione
- Suggerisce modalità operative e individua criteri per la costituzione di nuclei di supporto (consulenza didattica e tutoring)
- Veicola agli studenti e alle famiglie informazioni relative alle finalità formative che la classe deve perseguire, agli strumenti e ai criteri di valutazione dei risultati raggiunti
- Propone al Collegio dei Docenti iniziative di formazione meglio rispondenti all'impianto concettuale e alle modalità organizzative del piano formativo predisposto
- Stimola il confronto tra allievi e famiglie per favorire l'ampliamento dell'offerta formativa per attivare il consenso e la partecipazione
c) Il Docente
- Nel suo piano di lavoro individua, nell'ambito delle proprie competenze e della sua libertà d'insegnamento, i percorsi e le metodologie didattiche specifici per realizzare concretamente la programmazione della propria disciplina e del Consiglio di Classe, tenendo presenti: gli esiti delle prove d'ingresso, gli obiettivi d'apprendimento che ogni alunno deve raggiungere, raccordando le finalità istituzionali con i tempi di sviluppo e d'apprendimento d'ogni singolo studente per acquisire la capacità di agire con senso di responsabilità nella realtà territoriale
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- CRITERI DI VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI
La Verifica non è un atto unilaterale, ma il frutto della cooperazione fra docenti e studenti, che deve consentire, agli uni e agli altri, di fare il punto dello stato d'avanzamento del processo culturale e di trarne utili conclusioni in ordine ai tempi e ai modi della programmazione. Per la valutazione delle prove si ricorrerà a sistemi di verifica collettiva, anche per le discipline orali, volti a coinvolgere tutta la scolaresca; questo al fine di evitare d'impiegare gran parte del tempo a disposizione per interrogazioni giornaliere, e di evitare, altresì, il rischio delle assenze strategiche e la minore efficacia delle attività didattiche.
2.4.1 Alcuni Indicatori
- Raggiungimento degli obiettivi minimi fissati per le singole discipline
- Livelli di partenza e progressi in itinere
- Competenze acquisite
- Partecipazione al dialogo educativo
- Impegno ed interesse manifestato
2.4.2 Strumenti
- Griglia di valutazione degli obiettivi trasversali
(interesse per l'attività formativa educativa, partecipazione al dialogo educativo, frequenza alle lezioni, impegno nell'applicazione e rispetto delle regole che la comunità scolastica si è data)
LIVELLI |
DESCRITTORI |
I |
Scarso interesse, partecipazione passiva, frequenza ed applicazione discontinua, mancato rispetto delle regole |
II |
Sufficiente interesse, partecipazione non sempre attiva, frequenza ed applicazione costante, rispetto complessivo delle regole |
III |
Discreto interesse, partecipazione attiva, frequenza ed applicazione costante e regolare, pieno rispetto delle regole |
IV |
Buono l'interesse, la partecipazione, la frequenza, l'applicazione ed il rispetto delle regole |
- Griglia di valutazione degli obiettivi d'apprendimento
(in termini di Conoscenze, Competenze e Capacità acquisite)
LIVELLI |
GIUDIZI SINTETICI |
VOTI |
I |
Nullo, scarso, pessimo, gravemente insufficiente |
1 -- 2 -- 3 |
II |
Insufficiente, insufficienza non grave, mediocre |
4 -- 5 |
III |
Sufficiente |
6 |
IV |
Discreto, buono |
7 -- 8 |
V |
Ottimo, eccellente |
9 -- 10 |
- Criteri per l'attribuzione del Credito Scolastico
Il credito scolastico sarà assegnato sulla base degli obiettivi trasversali e
d'apprendimento tenendo quindi conto del:
- Profitto
- Assiduità nella frequenza scolastica
- Interesse e impegno nella partecipazione al dialogo educativo
- Interesse ed impegno nella partecipazione alle attività complementari e integrative
- Eventuali crediti formativi
- Criteri per l'attribuzione del credito formativo
Il credito formativo sarà assegnato per attività di studio e/o lavorative,documentate e coerenti con il corso di studi, spendibili sul territorio e inerenti a:
- Materie d'insegnamento curricolare
- Approfondimento di una o più discipline
- Ampliamento delle materie del corso
- Applicazione di materie studiate
Debiti Formativi
Per quanto attiene il recupero dei debiti, l’organizzazione e l’avvio dei corsi di recupero ci si attiene alle indicazioni del Ministero emanate con l’O.M. 92/07.
INTERVENTI E SERVIZI PER GLI STUDENTI
Questo POF si pone, come obiettivi primari (in linea con le finalità della Scuola,
“rapporto Delors all'UNESCO del 1996", lo studente deve imparare a: conoscere, a
fare, a vivere con gli altri, ad essere ): la formazione degli studenti e il successo formativo degli studenti.
La Formazione degli Studenti alla Cittadinanza Attiva, alla vita, al lavoro e alla professione futura basandosi sull’impegno, la cultura della partecipazione e dell’imprenditorialità – come capacità di fare da sé e con gli altri – per costruire nella propria comunità un tessuto sociale solidale e condiviso, tollerante e aperto al diverso. Il “Pietro Martini“, in questa direzione, offrirà occasioni e opportunità d'apprendimento e di formazione, culturali e didattiche – anche attraverso progetti extracurriculari - in modo particolare per recuperare le radici territoriali, l’affetto e il senso d'appartenenza, per valorizzare e rafforzare l’identità etno-storica ed etno-linguistica degli studenti e dell’intera comunità scolastica, attraverso il recupero della memoria storica, lo studio della nostra peculiare civiltà che affonda le sue radici nel profondo di una storia, atipica e dissonante, ma centrale, rispetto alla coeva storia europea e mediterranea. E’ questo, fra l’altro, uno degli strumenti fondamentali per personalizzare l’esperienza scolastica dei giovani. Il giovane sperimenta, infatti, oggi una duplice appartenenza: viaggia per le autostrade elettroniche e telematiche e insieme per le viuzze, spesso sconnesse, del proprio paese e della propria città: occorre che viva questa contraddizione in modo positivo, come una ricchezza e non come un limite.
In quest’ottica, il POF, vuole raccordare le finalità istituzionali della Scuola con la realtà sociale, economica, cultura e istituzionale della Sardegna e del territorio
specifico da cui gli studenti provengono definendo un sistema d'opportunità educative che metta gli allievi nelle condizioni di:
- Formarsi la propria identità sul piano etnico,psicologico e sociologico;iniziare ad esperire il lavoro non solo com'espressione di valorizzazione e sperimentazione di sé e del proprio saper fare ma anche come ambito d'esercizio di progettualità, operatività, rigore metodologico e responsabilità
- Sviluppare competenze strategiche forti soprattutto in relazione all’acquisizione e alla gestione del “ fare “
- Avere al centro d'ogni proposta formativa e educativa "l'uomo", facilitando l'instaurazione di un dialogo costruttivo e positivo tra docenti e studenti; aiutando gli stessi ad elaborare autonomamente metodologie di studio, di ricerca e di lavoro individuale e di gruppo, che servano loro per organizzarsi e costruirsi autonomamente percorsi formativi individuali e collettivi; incentivando e facilitando la socializzazione, la solidarietà, la collaborazione ed il rispetto verso gli altri e educando ai valori etici e sociali della Costituzione
Il Successo Formativo degli Studenti
- Combattendo, riducendo e, in prospettiva, eliminando “ l’analfabetismo quantitativo “ ovvero l’abbandono, la mortalità e la dispersione scolastica;
- Combattendo, riducendo e, in prospettiva, eliminando “ l’analfabetismo qualitativo” o di ritorno, presente anche negli scolarizzati.
- Diagnosticando i bisogni affettivi e cognitivi degli studenti
- Costruendo e rinforzando la motivazione
- Sostenendo processi significativi d'apprendimento
- Gestendo un insegnamento individualizzato e collettivo
- Organizzando moduli di sostegno e di recupero
Il POF, quindi, da una parte offre strumenti e occasioni per recuperare i più svantaggiati – con una serie d'attività di recupero e di sostegno – dall’altra vuole valorizzare i più dotati. A tal fine sarà necessario “ personalizzare “ l’insegnamento e i percorsi didattici e formativi, tenendo conto dei diversi stili cognitivi, valorizzando le differenze e in ogni caso mettendo al centro del processo educativo e formativo il soggetto. Per gli studenti che incontrino difficoltà nell'apprendimento sono previste iniziative da attivare, per richiesta e indicazione dei Consigli di Classe, tenuto conto della disponibilità dei Docenti, per sostenerli nel metodo di studio, per colmare le lacune e per far acquisire maggiore fiducia in se stessi attraverso:
- Percorsi individuali di recupero (es. attività d'esercizi mirati, da svolgere a casa, controllati e corretti sistematicamente dal docente)
- Attività di recupero durante le ore di lezione (es. attività periodiche di rinforzo in classe guidate dall'insegnante, pause didattiche ovvero interruzione dello svolgimento dei programmi e attività intensive per tutta la classe e mirate al recupero o all'approfondimento, secondo il livello d'apprendimento degli alunni, divisi in gruppi)
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I SAPERI COME ORIENTAMENTO DI BASE
L'Istituto ripensato e riorganizzato, secondo principi d'autonomia, tende ad orientare il percorso didattico verso la maggiore autorealizzazione possibile dei soggetti.
La prospettiva dell’autonomia investe la scuola sia della funzione formativa sia della funzione di servizio culturale al territorio, nella reinterpretazione di un servizio alla persona riprospettato in funzione degli utenti, della domanda sociale, dell’ambiente, nella sua storia e nella sua complessità; di qui la ragion d’essere del ‘curricolo locale’.
Il profilo culturale dell’autonomia si disegna nel confronto con l’evoluzione dei saperi e del modo in cui questi sono interpretati, criticamente analizzati e offerto agli alunni come tracce per il cammino.
Un approccio allargato all’orientamento non si limita all’azione d'indirizzo dei giovani nella prosecuzione degli Studi o nella scelta di una determinata attività di lavoro, ma lega strettamente l'Orientamento al ‘Progetto di vita’ che ogni ragazzo o giovane incessantemente elabora.
Partendo dall'individuazione di specifici obiettivi da raggiungere, sono proposte una serie d'ipotesi di lavoro che si offre alla riflessione dei Docenti perché possano dare particolare valenza orientativa ai processi educativi e didattici. L'obiettivo è di assumere il punto di vista dell’orientamento all’interno delle strategie di pianificazione dell’offerta formativa che il "Martini" è chiamato a sviluppare nella situazione della propria autonomia didattica ed organizzativa, con particolare riferimento all'elaborazione di curricoli d'Istituto e, successivamente, di Progetti didattici che siano in grado di ‘traguardare’ ai saperi secondo una prospettiva d'orientamento.
Nell’ambito della complessità e del carattere processuale dell’orientamento, si propongono delle mappe concettuali utili per impostare l’elaborazione progettuale: integrazione, relazione, identità, progettazione, conoscenza.
- Agire in termini d'integrazione vuol dire tentare di armonizzare lo stimolo individualistico ed egocentrico insito nei comportamenti personali e nelle azioni indotte dalla società attuale.Con riferimento a questa tematica, si suggeriscono, alcune linee progettuali entro le quali elaborare specifici percorsi d'orientamento:
- Attività integrate con le risorse del territorio, sia con riferimento al curricolo sia all’ampliamento dell’offerta formativa; percorsi che prevedano corsi di formazione al teatro, agli sport, alla conoscenza, alla fruizione e alla conservazione dei beni storici, culturali e ambientali presenti nel territorio;
- Valorizzazione della cultura di provenienza degli alunni e integrazione tra culture diverse;
- Partecipazione alla vita della scuola da parte d'alunni, famiglie e agenzie locali nelle forme del partenariato;
- Iniziative a favore degli alunni in situazione di disagio personale e sociale, con il coinvolgimento di tutta la scuola, in particolare per attivare relazioni d'aiuto in termini d'accoglienza e/o di sostegno ai loro ‘Progetti di vita’;
- Moduli didattici finalizzati all’integrazione tra linguaggi diversi e alla stimolazione della dimensione creativa e divergente delle conoscenze;
- Forme di tutoring tese a sostenere gli alunni mediante attività che sviluppino competenze trasversali o metacognitive (attenzione, concentrazione, motivazione allo studio).
- Acquisire competenze relazionaliè un obiettivo prioritario della scuola.
E’ essenziale introdurre, nei percorsi formativi, momenti ed esperienze di riflessione
su se stessi e sulle modalità di relazione con gli altri e con il mondo esterno;
- Moduli che prevedano attività di consulenza rivolte ad alunni/genitori/insegnanti da parte d'esperti, sia interni sia esterni alla scuola, in raccordo con i servizi sociosanitari del territorio;
- Percorsi attivati anche in consorzio con altre scuole, che prevedano la tutela della qualità della vita e dell’ambiente;
- Organizzazione di gruppi di Progetto, formati da Docenti e/o da operatori specializzati, per la realizzazione d'attività di laboratorio per l'Orientamento.
- Costruire l’identità personale rappresenta un elemento essenziale del percorso formativo, funzionale allo sviluppo della persona e della sua capacità di orientarsi nella vita. In particolare,per gli studenti del Martini, i territori di ricerca della propria identità potrebbero fare riferimento a: il corpo e la gestualità, le differenze di genere, la cultura ed i significati, l’individuo e il Gruppo, la ragione e le emozioni.
Si suggeriscono alcune linee entro le quali elaborare:
- Percorsi d'alfabetizzazione emotiva e itinerari didattici volti al riconoscimento e all’espressione del mondo affettivo e sentimentale;
- Iniziative di continuità atte a favorire il passaggio da un ordine di scuola all’altro;
- Iniziative d'accoglienza in ingresso e d'orientamento in uscita;
- Esperienze mirate alla valorizzazione delle diversità d'attitudini e bisogni legati all’età, d'esperienze di vita, di genere, di cultura, di religione, d'etnia;
- Laboratori volti al riconoscimento e alla cura delle intelligenze di ciascuno, all’acquisizione di capacità, abilità e competenze inerenti ad attitudini specifiche e al rafforzamento dei rapporti interpersonali;
- Esperienze di valorizzazione della memoria collettiva, mediante la conoscenza della situazione sociale, civile e produttiva.
- Orientare alla progettualità per potenziare la capacità di operare delle scelte e di assumere responsabilità, promuovere lo spirito d’iniziativa e il gusto dell’impresa.
Si suggerisce l'elaborazione di:
- Percorsi didattici o attività disciplinari che vedano gli alunni coinvolti in prima persona nelle diverse fasi progettuali e che partano da situazioni ‘realmente’ problematiche per arrivare alla realizzazione di un ‘prodotto’ condiviso e, magari, utile alla comunità scolastica (Attivazione dell'Area di Progetto);
- Moduli didattici mirati allo sviluppo della creatività, specie se applicata all’uso delle tecnologie informatiche;
- Percorsi didattici volti a consolidare l’abitudine a progettare nell’esperienza quotidiana per orientarsi in situazioni di relazione ed assumere iniziative di responsabilità e di rischio nella presa di decisione personale o collettiva;
- Iniziative di ricerca-azione volte a prevenire la dispersione scolastica arricchendo l’offerta formativa attraverso l’utilizzo di strategie e metodologie idonee a promuovere la motivazione, la partecipazione e lo spirito d’iniziativa.
Alcuni descrittori (elementi visibili del servizio scolastico) che consentono di apprezzare la validità dei Progetti d'orientamento:
- Area della consapevolezza: al termine dei percorsi o Progetti è possibile rilevare nei comportamenti dei ragazzi e degli adulti coinvolti le modificazioni comportamentali che si connettono direttamente con tale ambito di competenza. Il riferimento va alle capacità d'autocontrollo, alla pratica della relazione come solidarietà piuttosto che come aggressione, alla capacità di commisurare il proprio impegno e le proprie motivazioni alle situazioni vissute.
- Area della riflessività: tale dotazione del soggetto si rende visibile attraverso l’espressione di capacità critiche, di forme di giudizio personale e creativo, attraverso il ricorso a comportamenti di concentrazione e di "problem posing" nell’affrontare nuove esperienze, conoscenze.
- Area della responsabilità: si manifesta soprattutto negli atteggiamenti verso le regole, sia di quelle date da altri, sia di quelle che occorre darsi per convivere; nella capacità di assumere il punto di vista degli altri, nell' accettazione di compiti di ruolo e nella gestione del proprio status sociale nei gruppi e nella comunità.
- Area della progettualità: connessa con le capacità di problematizzazione, assunzione di decisioni, condivisione, spirito d'iniziativa, desiderio di cambiamento e innovazione.
Si tratta di un parco di competenze, tutte ascrivibili al vasto campo dell’orientamento, naturalmente nelle forme e secondo la misura proprie dell’età dei giovani frequentanti il "Martini".
In termini di verificabilità dell'efficacia delle azioni d'orientamento è necessario considerare:
- I curricoli “materiali”: ovvero i "setting formativi" progettati dall'Istituto. L’approccio ecologico alla formazione deve tenere conto dei modi con cui il "Martini" organizza gli spazi, i tempi e le relazioni per l’apprendimento.
- La condivisione di Progetti d'orientamento con le famiglie
Si tratta di assumere, da parte dell'Istituto, un compito di cooperazione per un
percorso comune tra insegnanti e genitori. Per concordare modalità e criteri per
aiutare i giovani ad orientarsi, sia rispetto a se stessi sia alla complessità del
mondo che li circonda.
- I saperi "essenziali" in termini di conoscenze, informazioni e competenze che
devono essere acquisite dagli allievi per il passaggio alla classe successiva.
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LA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO
Valutazione della qualità dell'istruzione con riferimento ad indicatori quali, l'efficienza (come rapporto fra risorse e risultato) e l’efficacia (come relazione fra obiettivi programmati e risultati raggiunti).
Il Piano dell'offerta formativa non è un documento di principi, ma di realizzazioni
progettate; è quindi possibile, e necessario, sottoporre a valutazione la sua
realizzazione individuando alcuni indicatori:
- Il servizio scolastico, come insieme dei servizi offerti, deve essere affidabile
- Le relazioni sono valutabili assumendo come indicatori le modalità d'accoglienza, d'ascolto, d'attenzione prestata alle richieste, di risposta (è importante che vi sia sempre una risposta che tiene in considerazione le richieste). Di là dalla maggiore o minore predisposizione personale d'ogni soggetto (dirigente, docente, operatore scolastico) si possono individuare delle caratteristiche d'accoglienza, d'ascolto e di facilitazione della comunicazione progettate dall'Istituto
- L'insegnamento è valutabile non tanto sulla base degli apprendimenti degli alunni quanto sulla base dell'efficacia delle metodologie adottate perché tutti apprendano, dei differenti tentativi messi in atto per favorire l'apprendimento cooperativo o quello degli studenti in difficoltà, delle iniziative assunte per far vivere in tutti gli studenti, un clima relazionale positivo. Se il Docente è un professionista dell'insegnamento e della relazione, il suo lavoro può essere valutato assumendo come indicatori non la quantità degli apprendimenti degli alunni, ma la qualità della sua azione di formazione.
- La cooperazione, la collegialità, la corresponsabilità dei docenti che operano con i medesimi gruppi d'alunni ed hanno relazioni con le famiglie sono elementi valutabili come sono rilevabili l'individualismo e la pretesa d'autosufficienza
- La documentazione e la capacità di "lasciare memoria" per gli altri, sono caratteristiche importanti del Piano di una scuola che pensa di poter apprendere dalla rielaborazione delle esperienze
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